Un inseguimento a velocità elevata
L’osservazione del mosaico pavimentale, grazie al ritmo vorticoso della gara, cattura il nostro sguardo quasi come fossimo realmente presenti ad uno spettacolo di epoca tardoantica, nel mezzo del clamore del pubblico. I carri prendono velocità dopo aver lasciato i carceres alle loro spalle. I sette giri si svolgono attorno al muro di spina che ospita, nella raffigurazione, una serie di statue e tempietti e un obelisco riconducibile a quello portato a Roma da Augusto o da Costanzo II.
Le quadrighe degli Azzurri e dei Bianchi inseguono i carri dei Rossi e dei Verdi che sono già oltre la meta. Nonostante un naufragium abbia rovesciato a terra l’auriga dei Rossi con i cavalli, quest’ ultimo riprende la gara dopo l’accidentale contatto con il carro dei Verdi. La raffigurazione musiva è presentata con dettagliato realismo. Nell’arena sono, inoltre visibili, uomini a piedi, gli sparsores, che avevano il compito di gettare acqua su cavalli e aurighi per rinfrescarli oltre che impedire il surriscaldamento delle ruote dei carri provocato dall’elevata velocità.